Per la prima volta nella storia del Tour de France un corridore occupa l'ultima posizione dal primo all'ultimo giorno, in una costante lotta per la sopravvivenza nella gara e con i limiti di sopportazione del dolore innalzati agli estremi per poter giungere al traguardo.
Chi segue il ciclismo giovanile sa bene che questo ragazzo sembrava promettere molto molto bene e, per certi versi, ancora adesso è capace di ottenere risultati lusinghieri (nono all'Amstel quest'anno) anche se forse non diventerà quel campione che ci si sarebbe aspettati.
Però quello che ha fatto in queste 21 tappe non può passare inosservato, tanto più se alla propria testardaggine nel voler arrivare a Parigi ha legato un'iniziativa più che nobile, ossia quella di trovare fondi per risistemare il velodromo di Houston.
Che dire, bravo bravo bravo