Remco Evenepoel 2026

Il mondo dei professionisti tra gare e complessità, e più in generale l'approccio al ciclismo di ogni appassionato
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barrylyndon
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Re: Remco Evenepoel 2026

Messaggio da barrylyndon »

Io, sinceramente, non riesco a comprendere sino in fondo queste diatribe..
Forse l'avvento di Pogacar ha stravolto certi nostri metodi di valutazione,perche' in passato uno che a 25 anni ha nel suo palmares due Liegi,un mondiale,una Vuelta, un podio al Tour, oltre ad essere praticamente imbattibile a crono, sarebbe considerato un grandissimo.
Forse il suo eccezionale curriculum delle categorie giovanili ha scompensato un po' il metodo di giudizio.Ma i due mondi, quello giovanile e quello del professionisiti, sono due realta' un po' diverse, anche se il talento comunque di solito viene conservato anche nel passaggio nei pro,cosa che per Remco e' avvenuto,il numero di vittorie invece no...perche' nelle categorie pre professionismo conta anche lo sviluppo psico fisico di un atleta e a che punto e' questa evoluzione..cosa che nei Prof non avviene, ovvero nei prof ti trovi a misurarti con corridori gia' nel pieno della loro carriera.
Questo per quel che riguarda Remco..
Capitolo Vingegaard, nelle corse a tappe brevi o grandi giri, e' semplicemente un marziano..rispetto a tutti..tranne che per uno..che e' oggettivamente fuori categoria, ora nella sua piena maturita'..
Dopo puo' non piacere per la sua monotematicita'...magari e' meno personaggio dello Sloveno ma discuterne il valore per quel che riguarda grandi giri e' assurdo.
"non ho mai visto uno andare cosi forte in salita...ma non ho mai visto nessuno andare cosi piano in discesa"
herbie
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Re: Remco Evenepoel 2026

Messaggio da herbie »

Sì, però obiettivamente ad oggi sulle salite lunghe va ancora un po' troppo piano per essere considerato un fuoriclasse a 360 gradi Remco. Non è che gli arrivino davanti solo Pogacar e VIngegaard, ma spesso rimane con tanti altri ottimi corridori che tuttavia sono abbastanza lontani dalla categoria "fuoriclasse".
Certi livelli in salita li raggiunge solo in quei pochi giorni nella stagione in cui tocchi quell'apice un po' magico in cui sei al 110% della condizione, per ora e per me è ancora un po' poco.
lucks83
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Re: Remco Evenepoel 2026

Messaggio da lucks83 »

herbie ha scritto: sabato 28 marzo 2026, 7:12 Sì, però obiettivamente ad oggi sulle salite lunghe va ancora un po' troppo piano per essere considerato un fuoriclasse a 360 gradi Remco. Non è che gli arrivino davanti solo Pogacar e VIngegaard, ma spesso rimane con tanti altri ottimi corridori che tuttavia sono abbastanza lontani dalla categoria "fuoriclasse".
Certi livelli in salita li raggiunge solo in quei pochi giorni nella stagione in cui tocchi quell'apice un po' magico in cui sei al 110% della condizione, per ora e per me è ancora un po' poco.
È esattamente questo il focus della questione.
A guardare il palmarés, Ramco è già un grandissimo: a 25 anni ha una bacheca dei trionfi paragonabile a quella di un Valverde, che ha corso 15 anni più di lui, per dire.
La percezione però è diversa, perché appunto, molto spesso, in salita gli capita di beccarsi delle imbarcate clamorose.
E non le becca solo da Tadej e Jonas, il suo problema è che tante volte viene staccato da (permettimi il termine) onesti mestieranti del pedale che non hanno un decimo della sua classe.
Nel valutare Remco sulla scala dei grandi di ogni epoca, una pecca così non può non essere considerata.
lucks83
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Re: Remco Evenepoel 2026

Messaggio da lucks83 »

Pantani the best ha scritto: venerdì 27 marzo 2026, 23:59
Tranchée d'Arenberg ha scritto: venerdì 27 marzo 2026, 20:26
Pantani the best ha scritto: venerdì 27 marzo 2026, 18:27

Ci può stare il considerare VdP come secondo migliore corridore di quest'epoca, anche se non la farei passare come verità incontrovertibile.
Il punto è che VdP e Vingegaard sono due corridori talmente agli antipodi che fai anche fatica a compararli, un po' come comparare un Gilbert con un Contador, o un Sagan con un Froome.
Grandi interpreti delle corse di un giorno vs grandi interpreti delle corse a tappe, cosa pesa di più?
Diciamo che Vingegaard è l'unico corridore della generazione Pogacar ad aver battuto lo sloveno nella sua comfort zone.
VdP a Pogacar lo ha battuto "solo" in corse che escono dalla comfort zone dello sloveno, tipo Sanremo, Roubaix o percorso del mondiale 2023.
Unica eccezione il Fiandre 2022, ma con asterisco considerando che quella era la prima volta per Pogacar nella classica belga.
Non so se tutto ciò basti per considerare Vingegaard superiore a VdP, ma certamente fa intendere che l'essere contemporanei al marziano sloveno finora ha nociuto più a Vingegaard che a VdP.
E se è vero che una volta prese le misure Pogacar ha sostanzialmente imposto la sua superiorità al Fiandre proprio a discapito dell'olandese che altrimenti come già dimostrano più volte in quella corsa avrebbe terreno fertile, è altrettanto vero che alla Sanremo per anni la presenza di Pogacar è risultata la migliore alleata per lo stesso VdP affinché potesse vincere quella corsa, quindi un po' le due cose si compensano.
Al contrario Vingegaard senza Pogacar a quest'ora avrebbe eguagliato il record di trionfi al Tour aprendo un dominio incontrastato nel contesto GT.
Questo tanto per ribadire come certe cose andrebbero sempre un po' contestualizzate senza limitarsi a soppesare solo i rispettivi palmares.
Onestamente ci sta considerare VdP meglio di Vingegaard. Ma è un argomento che non mi appassiona molto anche perchè si tratta di due corridori che hanno obiettivi diametralmente opposti e che non si sono mai praticamente trovati a lottare uno contro l'altro (al Tour uno guarda alle tappe, l'altro alla classifica).

Quello che invece volevo evidenziare è la grande differenza di trattamento che il pubblico gli riserva. A Van der Poel è abbastanza unanimemente riconosciuta la sua grandezza. E direi che è assolutamente giusto visto che ci ha fatto vedere cose stupende in questi anni vincendo tanto. Viceversa, Vingegaard a mio avviso è sottovalutato, ingiustamente. Vingegaard, come ricordavi tu, ha demolito per ben due volte di fila Pogacar al Tour. E già allora, anche se lo sloveno non aveva ancora compiuto l'ultimo salto di qualità, Pogacar sembrava destinato a dover vincere 10 Tour di fila. "I'm gone. I'm dead" Pogacar l'ha detto al cospetto del danese e di nessun'altro. I due Tour vinti da Vingegaard hanno un peso specifico enorme e questo forse molti lo capiranno fra qualche anno, quando Pogacar avrà smesso di correre.

Evidentemente, il danese paga anche una personalità poco 'empatica', sicuramente meno travolgente di quella di Pogacar. Gli sono state rivolte critiche che spesso ho trovato ingiuste. In questi anni prima ho letto che correva poco. Si è poi capito che non era mica vero (es: 62 giorni nel 2025, 68 nel 2023, mentre Pogacar ne metteva insieme 50+50). Quindi, i detrattori hanno scritto che in realtà il problema era che lui non correva le grandi classiche, aspetto che giustamente non gli fa guadagnare consenso. Il punto è che tale colpa non l'abbiamo mai imputata a grandi corridori del passato, come ad esempio Froome o addirittura lo stesso Pantani. Fino alla comparsa di Pogacar, per 30 anni è stato normale vedere da una parte i corridori da corse a tappe e dall'altra quelli da corse d'un giorno. Nibali è stata l'unica vera eccezione. Poi è comparso colui che raggiungerà e a questo punto supererà Eddy Merckx e i termini di paragone sono immediatamente cambiati.

Proprio perciò, quello che ha fatto Vingegaard dovrebbe essere rivalutato (al rialzo). Sta di fatto che in tutte le corse a tappe in cui non c'è lo sloveno, Vingegaard fa quello che vuole degli avversari. Alla Parigi-Nizza ha segnato il record di distacco rispetto al secondo, dando l'impressione di aver giocato con gli avversari in alcuni frangenti; al Catalunya oggi, alla prima tappa di salita, ha inferto distacchi pesanti. Dicono alcuni: gli avversari erano scarsi. Sicuri? Finora in queste due corse a tappe ha battuto facilmente il 3°, il 4°, il 5°e il 7°dell'ultimo Tour, il 2° dell'ultima Vuelta e Remco Evenepoel.
:clap:
Tutto perfetto direi.

Sulla tua considerazione iniziale, ribadisco che considerare VdP il secondo miglior corridore di quest'epoca ci può stare, semplicemente non lo farei passare come un qualcosa di assodato, proprio perché ripeto che anche Vingegaard per quella posizione gerarchica avrebbe argomenti validi per candidarsi.

Sulla questione sottovalutazione con me sfondi una porta aperta, anche se in realtà attorno alla sua figura più che percepire questa mancanza chiamala di stima ho sempre percepito poco trasporto.
Del resto lui oltre che essere un anti-personaggio, in corsa è anche abbastanza calcolatore, ora non dico ai livelli estremi di Indurain, però è a sua volta un corridore che tende all'indole dell'ottenere il massimo con il minimo sforzo, e ovviamente per minimo sforzo intendo limitarsi a controllare la corsa una volta assunto il controllo della stessa

Detto questo, semplificandola un po', a me bastò vedere la sconvolgente superiorità in tandem sul Tourmalet nel 2023 per comprendere definitivamente che fossimo dinnanzi ai 2 corridori da GT più forti che avessi mai visto, tant'è che quando eravamo ancora agli albori di questa versione 2.0 di Pogacar, in un thread dedicato alla classifica dei migliori interpreti da GT che ognuno di noi aveva vissuto, andando sulla fiducia, li misi già nelle prime due posizioni.
E io magari non ho il vissuto di altri che si sono potuti permettere di seguire l'epopea degli Hinault o dei Merckx, però comunque nel mio piccolo ho vissuto i vari Indurain, Ullrich, Pantani, Armstrong, Contador, Froome, eccetera.
Eppure da allora (Tourmalet 2023) mai avuto il minimo dubbio.
Lo stesso Pogacar lo consideravo fin dal 2022 il più forte corridore to court che avessi mai visto.

Per tornare più in argomento, mettiamola così, se un Remco a fine carriera dovesse essere considerato "solo" il quarto corridore più forte della sua generazione, allora sarà l'ennesima dimostrazione/conferma che avremmo vissuto la nuova epoca d'oro del ciclismo (e Van Aert... sarebbe il quinto).
Un po' come l'epoca d'oro del tennis che ha visto un fuoriclasse generazionale come Murray vivere perennemente nell'ombra dei 3 grandi.
Perché a prescindere da questi giochini delle liste ipotetiche, per discutere lo status di fuoriclasse di un Remco, al netto di alcuni suoi limiti, bisogna o essere dei suoi haters, oppure capirne poco di questo sport, altre alternative non ce ne sono, almeno io la vedo così.
Vingegaard paga, nella considerazione collettiva degli appassionati "medi" , ovvero quelli che non seguono il ciclismo a 360 gradi, tre cose:
1 - l'appassionato da big event non si accorge minimamente di quante gare a tappe di 1 settimana ha già vinto Jonas (una marea) e lo considera un ciclista che corre poco.
Perché per loro esistono solo le corse storiche e, in un contesto in cui il danese non fa le classiche, viene visto come l'Armstrong dei vecchi tempi, quello che correva solo il Tour.
Proprio ieri, mentre ero in bici con un amico, questo mi chiede: "hanno già tirato fuori Vingegaard dal sarcofago in vista del Giro?" E io gli ho spiegato che ha già vinto il doppio delle corse di Pogacar e ha corso 4 volte tanto rispetto al lui, nel 2026.
Per dire.
2 - Jonas ha la grande "colpa" di aver battuto per 2 anni di fila la star del momento, il corridore più cool, quello più amato dalla gente, il più spettacolare e che ha riportato indietro il ciclismo alla sua epoca d'oro, quella dove si correvano tutte le corse più importanti, dalla Sanremo al Lombardia, facendo pure i GT.
Ha battuto il corridore che ha buttato nel cesso tutti i dogmi di quasi 30 anni di ciclismo moderno, quello che affermava che la iperspecializzazione era il solo modo per primeggiare o nelle corse a tappe, o nei GT.
E lo ha fatto da iperspecializzato delle gare a tappe.
E questo obiettivamente ha dato e dà fastidio a tanti (anche io per esempio penso sia un delitto che uno come lui non corra Liegi e Lombardia)
3 - corre in una squadra che a molti non sta simpatica e che ha un modo di comunicare con gli appassionati non proprio carino, e lui stesso non è un mago nelle interviste.
A inizio carriera era veramente schivo ed elusivo, ora sembra più sereno e rilassato, ma nelle dichiarazioni ha sempre quella vena, non dico polemica, ma di critica verso questo organizzatore o quel percorso (tipo le critiche alla Parigi-Nizza 2026), la storia della caduta in allenamento con l'amatore a ruota non lo ha reso di certo più simpatico a tanti...
A tanti sembra che corra più per dovere che per piacere, quando Pogacar lo vedi che in bici si diverte, e questo pesa nella considerazione generale (anche se non dovrebbe e dovremmo giudicare solo l'aspetto sportivo).
Poi certo, il suo obiettivo non è essere simpatico come lo era il buon Scarponi, ma vincere le corse.
Purtroppo questo aspetto, agli occhi del tifoso medio, lo fa scendere negli indici di gradimento.
Mario Rossi
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Re: Remco Evenepoel 2026

Messaggio da Mario Rossi »

Pantani the best ha scritto: venerdì 27 marzo 2026, 18:27
Ci può stare il considerare VdP come secondo migliore corridore di quest'epoca, anche se non la farei passare come verità incontrovertibile.
Il punto è che VdP e Vingegaard sono due corridori talmente agli antipodi che fai anche fatica a compararli, un po' come comparare un Gilbert con un Contador, o un Sagan con un Froome.
Grandi interpreti delle corse di un giorno vs grandi interpreti delle corse a tappe, cosa pesa di più?
Diciamo che Vingegaard è l'unico corridore della generazione Pogacar ad aver battuto lo sloveno nella sua comfort zone.
VdP a Pogacar lo ha battuto "solo" in corse che escono dalla comfort zone dello sloveno, tipo Sanremo, Roubaix o percorso del mondiale 2023.
Unica eccezione il Fiandre 2022, ma con asterisco considerando che quella era la prima volta per Pogacar nella classica belga.
Non so se tutto ciò basti per considerare Vingegaard superiore a VdP, ma certamente fa intendere che l'essere contemporanei al marziano sloveno finora ha nociuto più a Vingegaard che a VdP.
E se è vero che una volta prese le misure Pogacar ha sostanzialmente imposto la sua superiorità al Fiandre proprio a discapito dell'olandese che altrimenti come già dimostrano più volte in quella corsa avrebbe terreno fertile, è altrettanto vero che alla Sanremo per anni la presenza di Pogacar è risultata la migliore alleata per lo stesso VdP affinché potesse vincere quella corsa, quindi un po' le due cose si compensano.
Al contrario Vingegaard senza Pogacar a quest'ora avrebbe eguagliato il record di trionfi al Tour aprendo un dominio incontrastato nel contesto GT.
Questo tanto per ribadire come certe cose andrebbero sempre un po' contestualizzate senza limitarsi a soppesare solo i rispettivi palmares.
Ma guarda che anche io ritengo che queste riflessioni siano sterili. La mia considerazione è che Remco, se non si da una svegliata, per me sarà parecchio basso in una classifica all time. Per me, se consideriamo il ciclismo contemporaneo come quello post covid, non sta nemmeno nei primi 5. Remco gode di una stampa ottima e questo lo porta ad essere incensato più di un Roglic, nettamente superiore, o Carapaz (siamo sicuri che sia così inferiore a livello di palmares?). E non sto scomodando Vinge, Pogi e VDP.
Il suo problema per me sta nell'aver creduto di poter vincere il Tour, quando forse, correndo altre gare, avrebbe avuto un palmares migliore. Io resto dell'idea che se avesse corso da 3 anni a questa parte la Sanremo la avrebbe sempre vinta perchè è la sua gara. L'anno scorso, pensando con la testa, magari si sarebbe vinto il Giro. Cioè Vuelta, 2 Liegi, Mondiale e Olimpiade sono tantissima roba ma io vedo dal 2018 in poi tanti corridori che hanno avuto un palmares almeno pari.
Ti lancio una provocazione, sempre considerando questa discussione sterile, tu vedi meglio Remco o Valverde? Per me lo spagnolo è nettamente superiore, avendo più o meno le stesse caratteristiche. E il discorso gioventù oggi non regge più. Remco, al netto di infortuni, è all'ottava stagione tra i prof. Statisticamente uno al top più di 8/10 anni non ce la fa a stare. La sfida di questa generazione è capire anche quanto si dura. Io non lo vedo Remco a stare a 40 anni in gruppo come Valverde
Sparo una sentenza su Remco per me lui è un Benoot che ci crede di più. Cioè non sarà lui il futuro dei belgi nei GT ma mi da sempre più la sensazione di essere quelli che per me sono i "classici mezzi corridori belga". Sono forti, però la salita non è roba per loro.

Io, 4 febbraio 2022
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nemecsek.
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Re: Remco Evenepoel 2026

Messaggio da nemecsek. »

sapete la cosa più divertente?
che i massimi esperti che hanno per anni gettato fango su Froome, Sky, Ineos, lingua raglio e compagnia briscola lo vedevano come il motore perfetto, il novello merckx... e adesso questo se lo piglia al culo da Pogi :D

Pogi Gianetti e la squadra de beduini... ALAMUBUAHAHAHAH

ve la meritate la uae ve lo meritate a gianetti

andate a scrivere sul clone andate :D
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herbie
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Re: Remco Evenepoel 2026

Messaggio da herbie »

Mario Rossi ha scritto: sabato 28 marzo 2026, 10:56
Pantani the best ha scritto: venerdì 27 marzo 2026, 18:27
Ci può stare il considerare VdP come secondo migliore corridore di quest'epoca, anche se non la farei passare come verità incontrovertibile.
Il punto è che VdP e Vingegaard sono due corridori talmente agli antipodi che fai anche fatica a compararli, un po' come comparare un Gilbert con un Contador, o un Sagan con un Froome.
Grandi interpreti delle corse di un giorno vs grandi interpreti delle corse a tappe, cosa pesa di più?
Diciamo che Vingegaard è l'unico corridore della generazione Pogacar ad aver battuto lo sloveno nella sua comfort zone.
VdP a Pogacar lo ha battuto "solo" in corse che escono dalla comfort zone dello sloveno, tipo Sanremo, Roubaix o percorso del mondiale 2023.
Unica eccezione il Fiandre 2022, ma con asterisco considerando che quella era la prima volta per Pogacar nella classica belga.
Non so se tutto ciò basti per considerare Vingegaard superiore a VdP, ma certamente fa intendere che l'essere contemporanei al marziano sloveno finora ha nociuto più a Vingegaard che a VdP.
E se è vero che una volta prese le misure Pogacar ha sostanzialmente imposto la sua superiorità al Fiandre proprio a discapito dell'olandese che altrimenti come già dimostrano più volte in quella corsa avrebbe terreno fertile, è altrettanto vero che alla Sanremo per anni la presenza di Pogacar è risultata la migliore alleata per lo stesso VdP affinché potesse vincere quella corsa, quindi un po' le due cose si compensano.
Al contrario Vingegaard senza Pogacar a quest'ora avrebbe eguagliato il record di trionfi al Tour aprendo un dominio incontrastato nel contesto GT.
Questo tanto per ribadire come certe cose andrebbero sempre un po' contestualizzate senza limitarsi a soppesare solo i rispettivi palmares.
Ma guarda che anche io ritengo che queste riflessioni siano sterili. La mia considerazione è che Remco, se non si da una svegliata, per me sarà parecchio basso in una classifica all time. Per me, se consideriamo il ciclismo contemporaneo come quello post covid, non sta nemmeno nei primi 5. Remco gode di una stampa ottima e questo lo porta ad essere incensato più di un Roglic, nettamente superiore, o Carapaz (siamo sicuri che sia così inferiore a livello di palmares?). E non sto scomodando Vinge, Pogi e VDP.
Il suo problema per me sta nell'aver creduto di poter vincere il Tour, quando forse, correndo altre gare, avrebbe avuto un palmares migliore. Io resto dell'idea che se avesse corso da 3 anni a questa parte la Sanremo la avrebbe sempre vinta perchè è la sua gara. L'anno scorso, pensando con la testa, magari si sarebbe vinto il Giro. Cioè Vuelta, 2 Liegi, Mondiale e Olimpiade sono tantissima roba ma io vedo dal 2018 in poi tanti corridori che hanno avuto un palmares almeno pari.
Ti lancio una provocazione, sempre considerando questa discussione sterile, tu vedi meglio Remco o Valverde? Per me lo spagnolo è nettamente superiore, avendo più o meno le stesse caratteristiche. E il discorso gioventù oggi non regge più. Remco, al netto di infortuni, è all'ottava stagione tra i prof. Statisticamente uno al top più di 8/10 anni non ce la fa a stare. La sfida di questa generazione è capire anche quanto si dura. Io non lo vedo Remco a stare a 40 anni in gruppo come Valverde
due cose: no la Sanremo non è proprio la corsa di Remco, con quelle discese, con quel modo in cui demi "limare", con quella necessità di avere quella esplosività per fare la differenza su quelle pendenza, con quella estrema improbabilità di arrivare da soli e non in uno sprint anche solo in tre o quattro.
Soprattutto rispetto alla quantità di corse vinte da Valverde, personalmente il suo palmares lo reputo un po' inferiore, ad oggi. Però confrontarlo con Valverde mi pare un esercizio un po' sterile perchè sono molto diversi tra di loro, ma obiettivamente rispetto al palmares di Carapaz non c'è paragone... :D
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Re: Remco Evenepoel 2026

Messaggio da Pantani the best »

Mario Rossi ha scritto: sabato 28 marzo 2026, 10:56
Pantani the best ha scritto: venerdì 27 marzo 2026, 18:27
Ci può stare il considerare VdP come secondo migliore corridore di quest'epoca, anche se non la farei passare come verità incontrovertibile.
Il punto è che VdP e Vingegaard sono due corridori talmente agli antipodi che fai anche fatica a compararli, un po' come comparare un Gilbert con un Contador, o un Sagan con un Froome.
Grandi interpreti delle corse di un giorno vs grandi interpreti delle corse a tappe, cosa pesa di più?
Diciamo che Vingegaard è l'unico corridore della generazione Pogacar ad aver battuto lo sloveno nella sua comfort zone.
VdP a Pogacar lo ha battuto "solo" in corse che escono dalla comfort zone dello sloveno, tipo Sanremo, Roubaix o percorso del mondiale 2023.
Unica eccezione il Fiandre 2022, ma con asterisco considerando che quella era la prima volta per Pogacar nella classica belga.
Non so se tutto ciò basti per considerare Vingegaard superiore a VdP, ma certamente fa intendere che l'essere contemporanei al marziano sloveno finora ha nociuto più a Vingegaard che a VdP.
E se è vero che una volta prese le misure Pogacar ha sostanzialmente imposto la sua superiorità al Fiandre proprio a discapito dell'olandese che altrimenti come già dimostrano più volte in quella corsa avrebbe terreno fertile, è altrettanto vero che alla Sanremo per anni la presenza di Pogacar è risultata la migliore alleata per lo stesso VdP affinché potesse vincere quella corsa, quindi un po' le due cose si compensano.
Al contrario Vingegaard senza Pogacar a quest'ora avrebbe eguagliato il record di trionfi al Tour aprendo un dominio incontrastato nel contesto GT.
Questo tanto per ribadire come certe cose andrebbero sempre un po' contestualizzate senza limitarsi a soppesare solo i rispettivi palmares.
Ma guarda che anche io ritengo che queste riflessioni siano sterili. La mia considerazione è che Remco, se non si da una svegliata, per me sarà parecchio basso in una classifica all time. Per me, se consideriamo il ciclismo contemporaneo come quello post covid, non sta nemmeno nei primi 5. Remco gode di una stampa ottima e questo lo porta ad essere incensato più di un Roglic, nettamente superiore, o Carapaz (siamo sicuri che sia così inferiore a livello di palmares?). E non sto scomodando Vinge, Pogi e VDP.
Il suo problema per me sta nell'aver creduto di poter vincere il Tour, quando forse, correndo altre gare, avrebbe avuto un palmares migliore. Io resto dell'idea che se avesse corso da 3 anni a questa parte la Sanremo la avrebbe sempre vinta perchè è la sua gara. L'anno scorso, pensando con la testa, magari si sarebbe vinto il Giro. Cioè Vuelta, 2 Liegi, Mondiale e Olimpiade sono tantissima roba ma io vedo dal 2018 in poi tanti corridori che hanno avuto un palmares almeno pari.
Ti lancio una provocazione, sempre considerando questa discussione sterile, tu vedi meglio Remco o Valverde? Per me lo spagnolo è nettamente superiore, avendo più o meno le stesse caratteristiche. E il discorso gioventù oggi non regge più. Remco, al netto di infortuni, è all'ottava stagione tra i prof. Statisticamente uno al top più di 8/10 anni non ce la fa a stare. La sfida di questa generazione è capire anche quanto si dura. Io non lo vedo Remco a stare a 40 anni in gruppo come Valverde
Visto che nell'equazione andrebbe considerato anche il suo strapotere a cronometro, la tendenza per me è chiaramente Remco>Valverde.
Anche perché ripeto che le cose vanno contestualizzate tenendo conto pure dell'opposizione
Negli ultimi anni non avesse trovato sulla sua strada un Pogacar versione Goat peak, avrebbe portato a casa (e tutti di forza) un mondiale, un europeo e due Lombardia,
Zavoli; "Lei sarebbe Pantani, come per esempio Coppi fu Coppi, se avesse osservato alla lettera quella dieta?"

Pantani; "No io credo che ogni tanto bisognerebbe bere anche il vino non solo il pane e l'acqua. Però credo che l'importante nello sport, che deve essere anche uno specchio della vita di chi ti guarda, di avere delle regole e rispettarle queste regole"
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Re: Remco Evenepoel 2026

Messaggio da Mario Rossi »

herbie ha scritto: sabato 28 marzo 2026, 11:59 due cose: no la Sanremo non è proprio la corsa di Remco, con quelle discese, con quel modo in cui demi "limare", con quella necessità di avere quella esplosività per fare la differenza su quelle pendenza, con quella estrema improbabilità di arrivare da soli e non in uno sprint anche solo in tre o quattro.
Soprattutto rispetto alla quantità di corse vinte da Valverde, personalmente il suo palmares lo reputo un po' inferiore, ad oggi. Però confrontarlo con Valverde mi pare un esercizio un po' sterile perchè sono molto diversi tra di loro, ma obiettivamente rispetto al palmares di Carapaz non c'è paragone... :D
Eppure se senti quelli che ne capiscono, da Lefevere fino a Nibali e Gilbert, troverai dichiarazioni dove si dice che la Sanremo è la sua corsa e che se prende 2 metri sulla Cipressa lo rivedono in via Roma.
Su Carapaz secondo me è superiore ma non così tanto. Cioè l'equadoreño nei GT per me gli è nettamente superiore. Paga il non aver mai fatto Liegi e Lombardia in modo preparato ma almeno un podio lo avrebbe potuto portare a casa.
Comunque il senso del discorso non cambia ed è quello che dice Lefevere. Se non capisce subito di essere un'ardennista per me rischia seriamente di non essere in grado di vincere altre grandi corse. Sarei felice di sbagliarmi, perchè odio le dichiarazioni di Pogi e VDP di facciata che fanno sembrare il ciclismo il paradiso in terra, ma in RB non ha fatto al momento chissà quale step ulteriore. Anzi vedo che si stanno affacciando altri corridori in grado di superarlo non solo nei GT ma anche come all rounder
Sparo una sentenza su Remco per me lui è un Benoot che ci crede di più. Cioè non sarà lui il futuro dei belgi nei GT ma mi da sempre più la sensazione di essere quelli che per me sono i "classici mezzi corridori belga". Sono forti, però la salita non è roba per loro.

Io, 4 febbraio 2022
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Re: Remco Evenepoel 2026

Messaggio da lucks83 »

herbie ha scritto: sabato 28 marzo 2026, 11:59
Mario Rossi ha scritto: sabato 28 marzo 2026, 10:56
Pantani the best ha scritto: venerdì 27 marzo 2026, 18:27
Ci può stare il considerare VdP come secondo migliore corridore di quest'epoca, anche se non la farei passare come verità incontrovertibile.
Il punto è che VdP e Vingegaard sono due corridori talmente agli antipodi che fai anche fatica a compararli, un po' come comparare un Gilbert con un Contador, o un Sagan con un Froome.
Grandi interpreti delle corse di un giorno vs grandi interpreti delle corse a tappe, cosa pesa di più?
Diciamo che Vingegaard è l'unico corridore della generazione Pogacar ad aver battuto lo sloveno nella sua comfort zone.
VdP a Pogacar lo ha battuto "solo" in corse che escono dalla comfort zone dello sloveno, tipo Sanremo, Roubaix o percorso del mondiale 2023.
Unica eccezione il Fiandre 2022, ma con asterisco considerando che quella era la prima volta per Pogacar nella classica belga.
Non so se tutto ciò basti per considerare Vingegaard superiore a VdP, ma certamente fa intendere che l'essere contemporanei al marziano sloveno finora ha nociuto più a Vingegaard che a VdP.
E se è vero che una volta prese le misure Pogacar ha sostanzialmente imposto la sua superiorità al Fiandre proprio a discapito dell'olandese che altrimenti come già dimostrano più volte in quella corsa avrebbe terreno fertile, è altrettanto vero che alla Sanremo per anni la presenza di Pogacar è risultata la migliore alleata per lo stesso VdP affinché potesse vincere quella corsa, quindi un po' le due cose si compensano.
Al contrario Vingegaard senza Pogacar a quest'ora avrebbe eguagliato il record di trionfi al Tour aprendo un dominio incontrastato nel contesto GT.
Questo tanto per ribadire come certe cose andrebbero sempre un po' contestualizzate senza limitarsi a soppesare solo i rispettivi palmares.
Ma guarda che anche io ritengo che queste riflessioni siano sterili. La mia considerazione è che Remco, se non si da una svegliata, per me sarà parecchio basso in una classifica all time. Per me, se consideriamo il ciclismo contemporaneo come quello post covid, non sta nemmeno nei primi 5. Remco gode di una stampa ottima e questo lo porta ad essere incensato più di un Roglic, nettamente superiore, o Carapaz (siamo sicuri che sia così inferiore a livello di palmares?). E non sto scomodando Vinge, Pogi e VDP.
Il suo problema per me sta nell'aver creduto di poter vincere il Tour, quando forse, correndo altre gare, avrebbe avuto un palmares migliore. Io resto dell'idea che se avesse corso da 3 anni a questa parte la Sanremo la avrebbe sempre vinta perchè è la sua gara. L'anno scorso, pensando con la testa, magari si sarebbe vinto il Giro. Cioè Vuelta, 2 Liegi, Mondiale e Olimpiade sono tantissima roba ma io vedo dal 2018 in poi tanti corridori che hanno avuto un palmares almeno pari.
Ti lancio una provocazione, sempre considerando questa discussione sterile, tu vedi meglio Remco o Valverde? Per me lo spagnolo è nettamente superiore, avendo più o meno le stesse caratteristiche. E il discorso gioventù oggi non regge più. Remco, al netto di infortuni, è all'ottava stagione tra i prof. Statisticamente uno al top più di 8/10 anni non ce la fa a stare. La sfida di questa generazione è capire anche quanto si dura. Io non lo vedo Remco a stare a 40 anni in gruppo come Valverde
due cose: no la Sanremo non è proprio la corsa di Remco, con quelle discese, con quel modo in cui demi "limare", con quella necessità di avere quella esplosività per fare la differenza su quelle pendenza, con quella estrema improbabilità di arrivare da soli e non in uno sprint anche solo in tre o quattro.
Soprattutto rispetto alla quantità di corse vinte da Valverde, personalmente il suo palmares lo reputo un po' inferiore, ad oggi. Però confrontarlo con Valverde mi pare un esercizio un po' sterile perchè sono molto diversi tra di loro, ma obiettivamente rispetto al palmares di Carapaz non c'è paragone... :D
Scusa Herbie, ma non eri tu quello che qualche anno fa diceva che Pogacar poteva vincere la Sanremo solo se la avesse corsa anche Remco?
Magari mi confondo, ma mi pare di ricordare che dicesti che Pogacar per vincere in via Roma aveva come unica possibilità quella di andarsene in coppia con Evenepoel, e poi uccellarlo allo sprint...
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Re: Remco Evenepoel 2026

Messaggio da luketaro »

lucks83 ha scritto: sabato 28 marzo 2026, 15:11
herbie ha scritto: sabato 28 marzo 2026, 11:59
Mario Rossi ha scritto: sabato 28 marzo 2026, 10:56
Ma guarda che anche io ritengo che queste riflessioni siano sterili. La mia considerazione è che Remco, se non si da una svegliata, per me sarà parecchio basso in una classifica all time. Per me, se consideriamo il ciclismo contemporaneo come quello post covid, non sta nemmeno nei primi 5. Remco gode di una stampa ottima e questo lo porta ad essere incensato più di un Roglic, nettamente superiore, o Carapaz (siamo sicuri che sia così inferiore a livello di palmares?). E non sto scomodando Vinge, Pogi e VDP.
Il suo problema per me sta nell'aver creduto di poter vincere il Tour, quando forse, correndo altre gare, avrebbe avuto un palmares migliore. Io resto dell'idea che se avesse corso da 3 anni a questa parte la Sanremo la avrebbe sempre vinta perchè è la sua gara. L'anno scorso, pensando con la testa, magari si sarebbe vinto il Giro. Cioè Vuelta, 2 Liegi, Mondiale e Olimpiade sono tantissima roba ma io vedo dal 2018 in poi tanti corridori che hanno avuto un palmares almeno pari.
Ti lancio una provocazione, sempre considerando questa discussione sterile, tu vedi meglio Remco o Valverde? Per me lo spagnolo è nettamente superiore, avendo più o meno le stesse caratteristiche. E il discorso gioventù oggi non regge più. Remco, al netto di infortuni, è all'ottava stagione tra i prof. Statisticamente uno al top più di 8/10 anni non ce la fa a stare. La sfida di questa generazione è capire anche quanto si dura. Io non lo vedo Remco a stare a 40 anni in gruppo come Valverde
due cose: no la Sanremo non è proprio la corsa di Remco, con quelle discese, con quel modo in cui demi "limare", con quella necessità di avere quella esplosività per fare la differenza su quelle pendenza, con quella estrema improbabilità di arrivare da soli e non in uno sprint anche solo in tre o quattro.
Soprattutto rispetto alla quantità di corse vinte da Valverde, personalmente il suo palmares lo reputo un po' inferiore, ad oggi. Però confrontarlo con Valverde mi pare un esercizio un po' sterile perchè sono molto diversi tra di loro, ma obiettivamente rispetto al palmares di Carapaz non c'è paragone... :D
Scusa Herbie, ma non eri tu quello che qualche anno fa diceva che Pogacar poteva vincere la Sanremo solo se la avesse corsa anche Remco?
Magari mi confondo, ma mi pare di ricordare che dicesti che Pogacar per vincere in via Roma aveva come unica possibilità quella di andarsene in coppia con Evenepoel, e poi uccellarlo allo sprint...
le discese della san remo sono un non problema perchè te le puoi imparare a memoria
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Re: Remco Evenepoel 2026

Messaggio da herbie »

lucks83 ha scritto: sabato 28 marzo 2026, 15:11
herbie ha scritto: sabato 28 marzo 2026, 11:59
Mario Rossi ha scritto: sabato 28 marzo 2026, 10:56
Ma guarda che anche io ritengo che queste riflessioni siano sterili. La mia considerazione è che Remco, se non si da una svegliata, per me sarà parecchio basso in una classifica all time. Per me, se consideriamo il ciclismo contemporaneo come quello post covid, non sta nemmeno nei primi 5. Remco gode di una stampa ottima e questo lo porta ad essere incensato più di un Roglic, nettamente superiore, o Carapaz (siamo sicuri che sia così inferiore a livello di palmares?). E non sto scomodando Vinge, Pogi e VDP.
Il suo problema per me sta nell'aver creduto di poter vincere il Tour, quando forse, correndo altre gare, avrebbe avuto un palmares migliore. Io resto dell'idea che se avesse corso da 3 anni a questa parte la Sanremo la avrebbe sempre vinta perchè è la sua gara. L'anno scorso, pensando con la testa, magari si sarebbe vinto il Giro. Cioè Vuelta, 2 Liegi, Mondiale e Olimpiade sono tantissima roba ma io vedo dal 2018 in poi tanti corridori che hanno avuto un palmares almeno pari.
Ti lancio una provocazione, sempre considerando questa discussione sterile, tu vedi meglio Remco o Valverde? Per me lo spagnolo è nettamente superiore, avendo più o meno le stesse caratteristiche. E il discorso gioventù oggi non regge più. Remco, al netto di infortuni, è all'ottava stagione tra i prof. Statisticamente uno al top più di 8/10 anni non ce la fa a stare. La sfida di questa generazione è capire anche quanto si dura. Io non lo vedo Remco a stare a 40 anni in gruppo come Valverde
due cose: no la Sanremo non è proprio la corsa di Remco, con quelle discese, con quel modo in cui demi "limare", con quella necessità di avere quella esplosività per fare la differenza su quelle pendenza, con quella estrema improbabilità di arrivare da soli e non in uno sprint anche solo in tre o quattro.
Soprattutto rispetto alla quantità di corse vinte da Valverde, personalmente il suo palmares lo reputo un po' inferiore, ad oggi. Però confrontarlo con Valverde mi pare un esercizio un po' sterile perchè sono molto diversi tra di loro, ma obiettivamente rispetto al palmares di Carapaz non c'è paragone... :D
Scusa Herbie, ma non eri tu quello che qualche anno fa diceva che Pogacar poteva vincere la Sanremo solo se la avesse corsa anche Remco?
Magari mi confondo, ma mi pare di ricordare che dicesti che Pogacar per vincere in via Roma aveva come unica possibilità quella di andarsene in coppia con Evenepoel, e poi uccellarlo allo sprint...
Si appunto, ma poi vince Pogacar...e con i due ci sarebbe molto probabilmente anche qualcun altro che è più veloce di Remco.
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Re: Remco Evenepoel 2026

Messaggio da Pantani the best »

lucks83 ha scritto: sabato 28 marzo 2026, 9:24
Pantani the best ha scritto: venerdì 27 marzo 2026, 23:59
Tranchée d'Arenberg ha scritto: venerdì 27 marzo 2026, 20:26

Onestamente ci sta considerare VdP meglio di Vingegaard. Ma è un argomento che non mi appassiona molto anche perchè si tratta di due corridori che hanno obiettivi diametralmente opposti e che non si sono mai praticamente trovati a lottare uno contro l'altro (al Tour uno guarda alle tappe, l'altro alla classifica).

Quello che invece volevo evidenziare è la grande differenza di trattamento che il pubblico gli riserva. A Van der Poel è abbastanza unanimemente riconosciuta la sua grandezza. E direi che è assolutamente giusto visto che ci ha fatto vedere cose stupende in questi anni vincendo tanto. Viceversa, Vingegaard a mio avviso è sottovalutato, ingiustamente. Vingegaard, come ricordavi tu, ha demolito per ben due volte di fila Pogacar al Tour. E già allora, anche se lo sloveno non aveva ancora compiuto l'ultimo salto di qualità, Pogacar sembrava destinato a dover vincere 10 Tour di fila. "I'm gone. I'm dead" Pogacar l'ha detto al cospetto del danese e di nessun'altro. I due Tour vinti da Vingegaard hanno un peso specifico enorme e questo forse molti lo capiranno fra qualche anno, quando Pogacar avrà smesso di correre.

Evidentemente, il danese paga anche una personalità poco 'empatica', sicuramente meno travolgente di quella di Pogacar. Gli sono state rivolte critiche che spesso ho trovato ingiuste. In questi anni prima ho letto che correva poco. Si è poi capito che non era mica vero (es: 62 giorni nel 2025, 68 nel 2023, mentre Pogacar ne metteva insieme 50+50). Quindi, i detrattori hanno scritto che in realtà il problema era che lui non correva le grandi classiche, aspetto che giustamente non gli fa guadagnare consenso. Il punto è che tale colpa non l'abbiamo mai imputata a grandi corridori del passato, come ad esempio Froome o addirittura lo stesso Pantani. Fino alla comparsa di Pogacar, per 30 anni è stato normale vedere da una parte i corridori da corse a tappe e dall'altra quelli da corse d'un giorno. Nibali è stata l'unica vera eccezione. Poi è comparso colui che raggiungerà e a questo punto supererà Eddy Merckx e i termini di paragone sono immediatamente cambiati.

Proprio perciò, quello che ha fatto Vingegaard dovrebbe essere rivalutato (al rialzo). Sta di fatto che in tutte le corse a tappe in cui non c'è lo sloveno, Vingegaard fa quello che vuole degli avversari. Alla Parigi-Nizza ha segnato il record di distacco rispetto al secondo, dando l'impressione di aver giocato con gli avversari in alcuni frangenti; al Catalunya oggi, alla prima tappa di salita, ha inferto distacchi pesanti. Dicono alcuni: gli avversari erano scarsi. Sicuri? Finora in queste due corse a tappe ha battuto facilmente il 3°, il 4°, il 5°e il 7°dell'ultimo Tour, il 2° dell'ultima Vuelta e Remco Evenepoel.
:clap:
Tutto perfetto direi.

Sulla tua considerazione iniziale, ribadisco che considerare VdP il secondo miglior corridore di quest'epoca ci può stare, semplicemente non lo farei passare come un qualcosa di assodato, proprio perché ripeto che anche Vingegaard per quella posizione gerarchica avrebbe argomenti validi per candidarsi.

Sulla questione sottovalutazione con me sfondi una porta aperta, anche se in realtà attorno alla sua figura più che percepire questa mancanza chiamala di stima ho sempre percepito poco trasporto.
Del resto lui oltre che essere un anti-personaggio, in corsa è anche abbastanza calcolatore, ora non dico ai livelli estremi di Indurain, però è a sua volta un corridore che tende all'indole dell'ottenere il massimo con il minimo sforzo, e ovviamente per minimo sforzo intendo limitarsi a controllare la corsa una volta assunto il controllo della stessa

Detto questo, semplificandola un po', a me bastò vedere la sconvolgente superiorità in tandem sul Tourmalet nel 2023 per comprendere definitivamente che fossimo dinnanzi ai 2 corridori da GT più forti che avessi mai visto, tant'è che quando eravamo ancora agli albori di questa versione 2.0 di Pogacar, in un thread dedicato alla classifica dei migliori interpreti da GT che ognuno di noi aveva vissuto, andando sulla fiducia, li misi già nelle prime due posizioni.
E io magari non ho il vissuto di altri che si sono potuti permettere di seguire l'epopea degli Hinault o dei Merckx, però comunque nel mio piccolo ho vissuto i vari Indurain, Ullrich, Pantani, Armstrong, Contador, Froome, eccetera.
Eppure da allora (Tourmalet 2023) mai avuto il minimo dubbio.
Lo stesso Pogacar lo consideravo fin dal 2022 il più forte corridore to court che avessi mai visto.

Per tornare più in argomento, mettiamola così, se un Remco a fine carriera dovesse essere considerato "solo" il quarto corridore più forte della sua generazione, allora sarà l'ennesima dimostrazione/conferma che avremmo vissuto la nuova epoca d'oro del ciclismo (e Van Aert... sarebbe il quinto).
Un po' come l'epoca d'oro del tennis che ha visto un fuoriclasse generazionale come Murray vivere perennemente nell'ombra dei 3 grandi.
Perché a prescindere da questi giochini delle liste ipotetiche, per discutere lo status di fuoriclasse di un Remco, al netto di alcuni suoi limiti, bisogna o essere dei suoi haters, oppure capirne poco di questo sport, altre alternative non ce ne sono, almeno io la vedo così.
Vingegaard paga, nella considerazione collettiva degli appassionati "medi" , ovvero quelli che non seguono il ciclismo a 360 gradi, tre cose:
1 - l'appassionato da big event non si accorge minimamente di quante gare a tappe di 1 settimana ha già vinto Jonas (una marea) e lo considera un ciclista che corre poco.
Perché per loro esistono solo le corse storiche e, in un contesto in cui il danese non fa le classiche, viene visto come l'Armstrong dei vecchi tempi, quello che correva solo il Tour.
Proprio ieri, mentre ero in bici con un amico, questo mi chiede: "hanno già tirato fuori Vingegaard dal sarcofago in vista del Giro?" E io gli ho spiegato che ha già vinto il doppio delle corse di Pogacar e ha corso 4 volte tanto rispetto al lui, nel 2026.
Per dire.
2 - Jonas ha la grande "colpa" di aver battuto per 2 anni di fila la star del momento, il corridore più cool, quello più amato dalla gente, il più spettacolare e che ha riportato indietro il ciclismo alla sua epoca d'oro, quella dove si correvano tutte le corse più importanti, dalla Sanremo al Lombardia, facendo pure i GT.
Ha battuto il corridore che ha buttato nel cesso tutti i dogmi di quasi 30 anni di ciclismo moderno, quello che affermava che la iperspecializzazione era il solo modo per primeggiare o nelle corse a tappe, o nei GT.
E lo ha fatto da iperspecializzato delle gare a tappe.
E questo obiettivamente ha dato e dà fastidio a tanti (anche io per esempio penso sia un delitto che uno come lui non corra Liegi e Lombardia)
3 - corre in una squadra che a molti non sta simpatica e che ha un modo di comunicare con gli appassionati non proprio carino, e lui stesso non è un mago nelle interviste.
A inizio carriera era veramente schivo ed elusivo, ora sembra più sereno e rilassato, ma nelle dichiarazioni ha sempre quella vena, non dico polemica, ma di critica verso questo organizzatore o quel percorso (tipo le critiche alla Parigi-Nizza 2026), la storia della caduta in allenamento con l'amatore a ruota non lo ha reso di certo più simpatico a tanti...
A tanti sembra che corra più per dovere che per piacere, quando Pogacar lo vedi che in bici si diverte, e questo pesa nella considerazione generale (anche se non dovrebbe e dovremmo giudicare solo l'aspetto sportivo).
Poi certo, il suo obiettivo non è essere simpatico come lo era il buon Scarponi, ma vincere le corse.
Purtroppo questo aspetto, agli occhi del tifoso medio, lo fa scendere negli indici di gradimento.
Anche qui direi tutto abbastanza condivisibile.
Io comunque percepisco anche un Pogacar divisivo, eccome se lo percepisco, soprattutto da quando ha iniziato a imporre questo domino.
Ed è divisivo oltre perché toglie pathos alla stragrande maggioranza delle corse a cui partecipa, proprio perché comprensibile o meno tanti appassionati e non dopo i numerosi scandali che hanno coinvolto il ciclismo tendono ad essere prevenuti con chiunque vada "troppo" forte, figuriamoci nei confronti di un corridore che ha portato l'asticella della qualità dei suoi successi su vette inesplorate.
Quando mi capita di rivedere gli highlights di una corsa da lui vinta, tipo su YouTube, ormai evito di leggermi i commenti allegati al video proprio perché la stragrande maggioranza di essi ripetono sempre le solite filastrocche (chissà quanti anni dovremo aspettare prima che scoperchino il bluff...caso Armstrong 2.0, eccetera eccetera eccetera).

Remco stesso è divisivo, sia per un carattere particolare, ma soprattutto divide i giudizi tra chi lo reputa un talento cristallino e con pochi eguali, e chi invece lo reputa un sopravvalutato anche per via di un hype clamoroso (nuovo Merckx) che lo accampagna fin dai tempi in cui era ancora juniores, e non sempre giustificato dai successivi risultati tra i pro.

A conti fatti si può dire che il fuoriclasse contemporaneo meno divisivo, ergo quello che unisce consensi e preferenze di tutti, è proprio VdP.
Alla fine vince tanto ma senza esagerare alla Pogacar(discorso limitato alla strada) vincendo le corse che "deve" vincere, e come Pogacar piace per la condotta aggressiva.
Non è schivo come Vingegaard ma non appare neanche arrogante o a tratti ingestibile come Remco.
Il buon Mathieu accontenta tutti. :diavoletto:
Zavoli; "Lei sarebbe Pantani, come per esempio Coppi fu Coppi, se avesse osservato alla lettera quella dieta?"

Pantani; "No io credo che ogni tanto bisognerebbe bere anche il vino non solo il pane e l'acqua. Però credo che l'importante nello sport, che deve essere anche uno specchio della vita di chi ti guarda, di avere delle regole e rispettarle queste regole"
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