I ciclisti con il bilancino

Il mondo dei professionisti tra gare e complessità, e più in generale l'approccio al ciclismo di ogni appassionato
Il Complottista
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I ciclisti con il bilancino

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Ma è un" male "necessario ?
Se non sei un fuoriclasse o uno di fascia altissima per me no .
Il correre senza rischiare nulla o il minimo indispensabile .
L'ultimo Tour De France ha riproposto il tema con Roglic e la sua squadra che hanno pensato più a amministrare che a scavare un margine di sicurezza nella manciata di occasioni in cui potevano farlo finendo con il perdere la corsa contro un corridore decisamente che osa e con una gran gamba ma con una squadra minata da cadute e ritiri .
Ma il rovescio della medaglia sta in Valverde , che ha basato una carriera enorme di successi sul correre senza badare allo spettacolo .
Poi ci sono corridori come Uran che con un podio alla portata ma anche con la possibilità di vincere un Tour o giocarselo realmente stanno alla ruota del terzo e del quarto marcando loro e non la maglia gialla .
E quelli che lo stanno diventando , Landa , ottenendo più o meno le stesse cose di prima .
Una vera e propria "Mancebizzazione " .
schwoch83
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Re: I ciclisti con il bilancino

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Il Complottista ha scritto: martedì 29 settembre 2020, 17:53 Ma è un" male "necessario ?
Se non sei un fuoriclasse o uno di fascia altissima per me no .
Il correre senza rischiare nulla o il minimo indispensabile .
L'ultimo Tour De France ha riproposto il tema con Roglic e la sua squadra che hanno pensato più a amministrare che a scavare un margine di sicurezza nella manciata di occasioni in cui potevano farlo finendo con il perdere la corsa contro un corridore decisamente che osa e con una gran gamba ma con una squadra minata da cadute e ritiri .
Ma il rovescio della medaglia sta in Valverde , che ha basato una carriera enorme di successi sul correre senza badare allo spettacolo .
Poi ci sono corridori come Uran che con un podio alla portata ma anche con la possibilità di vincere un Tour o giocarselo realmente stanno alla ruota del terzo e del quarto marcando loro e non la maglia gialla .
E quelli che lo stanno diventando , Landa , ottenendo più o meno le stesse cose di prima .
Una vera e propria "Mancebizzazione " .
Ribadisco che per me l'esempio di Roglic al Tour non è calzante. Non ho visto una singola occasione in cui poteva scavare un "margine di sicurezza" su Pogacar: anzi, tenendo la corsa sempre chiusa e con la squadra al fianco, è riuscito ad arrivare all'ultima cronometro con un minuto di vantaggio. In caso di corsa aperta, secondo me, sarebbe arrivato alla cronometro già dietro Pogacar, che secondo me è sempre stato più forte di Roglic durante il Tour.
L'unica tattica possibile per Roglic per vincere contro Pogavar era quella di tenere la corsa chiusa e puntare sugli abbuoni, e così ha fatto e per pochissimo non gli è riuscito. Nel confronto 1 vs. 1 sarebbe uscito sconfitto a mio avviso.
cassius
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Re: I ciclisti con il bilancino

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In questo ciclismo è troppo difficile staccare gli avversari e in compenso è facilissimo essere staccati se si è sbagliato a dosare le energie.
Ripeto fino alla nausea: proviamo ad abolire il combinato disposto di potenziometro e cardio in gara. Resterà, come unica possibilità di regolarsi, la velocità sul contakm.
Il bello del ciclismo pre-SRM erano gli errori di gestione delle energie che facevano anche grandi campioni.
Togliamo questi due arnesi infernali e torneremo anche a dare un valore all'esperienza.
O almeno il bilancino tornerà a essere una abilità personale e non merito dell'elettronica.
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Walter_White
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Re: I ciclisti con il bilancino

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cassius ha scritto: martedì 29 settembre 2020, 18:57 In questo ciclismo è troppo difficile staccare gli avversari e in compenso è facilissimo essere staccati se si è sbagliato a dosare le energie.
Ripeto fino alla nausea: proviamo ad abolire il combinato disposto di potenziometro e cardio in gara. Resterà, come unica possibilità di regolarsi, la velocità sul contakm.
Il bello del ciclismo pre-SRM erano gli errori di gestione delle energie che facevano anche grandi campioni.
Togliamo questi due arnesi infernali e torneremo anche a dare un valore all'esperienza.
O almeno il bilancino tornerà a essere una abilità personale e non merito dell'elettronica.
Pogacar ha fatto La Planche senza srm

E anche su altre salite dopo l'arrivo non si vedeva fermare il computerino
FCC 2019/20: rit.
FCC 2018/19: 1°; Superprestige; Gran Combinata
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nemecsek.
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Re: I ciclisti con il bilancino

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Compramos la casa para los abuelos, un techo nuevo para la iglesia y una donación para el pueblo, el niño matriculado en la universidad.
¿Estás hablando de mí?
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pereiro2982
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Re: I ciclisti con il bilancino

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se uno corre col bilancino nella maggior parte dei casi non ha il talento e le gambe per fare di piu
quindi che deve fare cambiare sport?
magari sarebbero dei gregari se non ci fossero squadre che hanno 3 o 4 capitani......
Filarete
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Re: I ciclisti con il bilancino

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Valverde ha vinto tanto col suo modo di correre ma ha anche perso altrettanto.
Il Complottista
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Re: I ciclisti con il bilancino

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schwoch83 ha scritto: martedì 29 settembre 2020, 18:24
Il Complottista ha scritto: martedì 29 settembre 2020, 17:53 Ma è un" male "necessario ?
Se non sei un fuoriclasse o uno di fascia altissima per me no .
Il correre senza rischiare nulla o il minimo indispensabile .
L'ultimo Tour De France ha riproposto il tema con Roglic e la sua squadra che hanno pensato più a amministrare che a scavare un margine di sicurezza nella manciata di occasioni in cui potevano farlo finendo con il perdere la corsa contro un corridore decisamente che osa e con una gran gamba ma con una squadra minata da cadute e ritiri .
Ma il rovescio della medaglia sta in Valverde , che ha basato una carriera enorme di successi sul correre senza badare allo spettacolo .
Poi ci sono corridori come Uran che con un podio alla portata ma anche con la possibilità di vincere un Tour o giocarselo realmente stanno alla ruota del terzo e del quarto marcando loro e non la maglia gialla .
E quelli che lo stanno diventando , Landa , ottenendo più o meno le stesse cose di prima .
Una vera e propria "Mancebizzazione " .
Ribadisco che per me l'esempio di Roglic al Tour non è calzante. Non ho visto una singola occasione in cui poteva scavare un "margine di sicurezza" su Pogacar: anzi, tenendo la corsa sempre chiusa e con la squadra al fianco, è riuscito ad arrivare all'ultima cronometro con un minuto di vantaggio. In caso di corsa aperta, secondo me, sarebbe arrivato alla cronometro già dietro Pogacar, che secondo me è sempre stato più forte di Roglic durante il Tour.
L'unica tattica possibile per Roglic per vincere contro Pogavar era quella di tenere la corsa chiusa e puntare sugli abbuoni, e così ha fatto e per pochissimo non gli è riuscito. Nel confronto 1 vs. 1 sarebbe uscito sconfitto a mio avviso.
Le tappe di cui parlo sono due :
Quella dove Pogacar ha recuperato 40"il giorno dopo i ventagli e quella finale di montagna dove Kuss con l'azione ha lanciato di fatto Lopez .
Nel primo caso la Jumbo e Roglic hanno commesso l'errore di far rientrare Pogacar , non tanto nel non stare con lui ma nel tatticismo nel non contenere il distacco .
Nel secondo caso , non approfittando della giornata in cui Pogacar era lievemente in difficoltà e gestendo male la tappa .
Probabilmente ininfluente per la vittoria del Tour ma non per questo meno criticabile .
Roglic in passato ha dimostrato di poter fare azioni , vedasi la tappa vinta al Tour 2018 .
Parliamo di due anni fa .
Il Complottista
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Re: I ciclisti con il bilancino

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pereiro2982 ha scritto: martedì 29 settembre 2020, 19:37 se uno corre col bilancino nella maggior parte dei casi non ha il talento e le gambe per fare di piu
quindi che deve fare cambiare sport?
magari sarebbero dei gregari se non ci fossero squadre che hanno 3 o 4 capitani......
Non dico mica quello ma alcuni le sconfitte se le cercano proprio .
Lo stesso Casagrande al Giro 2000 una volta andato in rosa era l'esempio di ciò , e non era nemmeno un corridore che non rischiava o non attaccava . Ma in quel caso corse da gestore con un vantaggio esiguo e un percorso favorevole .
Idem Rodriguez nel 2012 .
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chinaski89
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Re: I ciclisti con il bilancino

Messaggio da leggere da chinaski89 »

cassius ha scritto: martedì 29 settembre 2020, 18:57 In questo ciclismo è troppo difficile staccare gli avversari e in compenso è facilissimo essere staccati se si è sbagliato a dosare le energie.
Ripeto fino alla nausea: proviamo ad abolire il combinato disposto di potenziometro e cardio in gara. Resterà, come unica possibilità di regolarsi, la velocità sul contakm.
Il bello del ciclismo pre-SRM erano gli errori di gestione delle energie che facevano anche grandi campioni.
Togliamo questi due arnesi infernali e torneremo anche a dare un valore all'esperienza.
O almeno il bilancino tornerà a essere una abilità personale e non merito dell'elettronica.
C'era una bella intervista a Contador appena ritirato, in cui Alberto diceva proprio questo
O figliuolo il meglio d'altri tempi/non era che la nostra giovinezza
Winter
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Re: I ciclisti con il bilancino

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Filarete ha scritto: martedì 29 settembre 2020, 19:47 Valverde ha vinto tanto col suo modo di correre ma ha anche perso altrettanto.
in altra era ..non avrebbe vinto quasi nulla
Era impensabile vincere così tante classiche con così pochi km al vento..
pereiro2982
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Re: I ciclisti con il bilancino

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Il Complottista ha scritto: martedì 29 settembre 2020, 20:05
pereiro2982 ha scritto: martedì 29 settembre 2020, 19:37 se uno corre col bilancino nella maggior parte dei casi non ha il talento e le gambe per fare di piu
quindi che deve fare cambiare sport?
magari sarebbero dei gregari se non ci fossero squadre che hanno 3 o 4 capitani......
Non dico mica quello ma alcuni le sconfitte se le cercano proprio .
Lo stesso Casagrande al Giro 2000 una volta andato in rosa era l'esempio di ciò , e non era nemmeno un corridore che non rischiava o non attaccava . Ma in quel caso corse da gestore con un vantaggio esiguo e un percorso favorevole .
Idem Rodriguez nel 2012 .
magari saranno stati vittime della pressione dello stress nervoso che è la parte che consuma piu energie negli sportivi
qui sembra che sti corridori non siano esseri umani
il bilancino puo essere uno stile dovuto ai limiti del corridore ma capita anche davanti a una vittoria fin troppo voluta
come l'errore all'ultimo giro alla fine di un campionato del mondo di motogp o f1
l'ultimo quarto d'ora in cui non riesci ad uscire dall'area in una finale di champions
sbagliare tre match point e farsi ribaltare la partita ecc.
fa parte dello sport del quanto sia difficile vincere della selezione naturale del talento e della forza mentale
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