udra ha scritto: ↑domenica 27 febbraio 2022, 20:26
Primo86 ha scritto: ↑domenica 27 febbraio 2022, 20:18
Comunque il discorso resta il medesimo. Un blocco di difficoltà dai - 100 ai - 50, orientativamente, è una soluzione sempre vincente.
Ci sta, anche la Amstel mostra come allontanare le difficoltà principali dal traguardo sia la strada giusta (per la Kuurne non è neanche una scelta a essere onesti).
Il problema della Sanremo, rispetto a questo tema, è che hai poche alternative in mano vista la conformazione del territorio per fare una cosa simile e nel contempo mantenere la porta aperta a scenari molteplici, a meno proprio di cestinare la tradizione e con questo intendo far sparire Cipressa e Poggio per mettere delle difficoltà più consistenti prima.
Lo ha fatto il Fiandre spostandosi da Ninove e dal sacro Muur, potrebbe provarci anche RCS.
La partenza da Milano poi rende le cose ancora più complicate, oltre che anacronistiche sinceramente.
Però, Udra, quello che si vuol vedere non è un prodotto trasformato nella Kuurne con un colpetto di bacchetta magica.
Ci rendiamo tutti conto che il terreno non è il medesimo ma, allo stesso tempo, una serie di tentativi possono essere fatti, dapprima anche mantenendo il Poggio. Sarebbe sufficiente, almeno in principio, la manifestazione della volontà di avere un prodotto meno bolso, più godibile, con una carica di interesse che non si limiti a 10 minuti finali.
Sui terreni delle classiche, quando è stato il caso, si è intervenuto. Non è la modifica dei percorsi un nocumento per la tradizione ma è qualcosa che si è sempre calato rispettosamente nel solco della tradizione, quando opportuno.
Prendi l'Amstel che hai già citato o, un esempio anche più calzante, la Liegi. La Liegi non ha risolto tutti i suoi problemi ma levare Ans è stato un primo passo.
Le edizioni recenti, sicuramente non memorabili per andamento, le giudicheresti comparabili alle orrende processioni fino ad Ans?
Un primo passo è stato fatto, un miglioramento, anche minimo, lo abbiamo avuto.
Ormai cosa fa bene e cosa fa male allo spettacolo lo conosciamo, sappiamo il risultato del blocco di difficoltà dai - 100 ai - 50,di cui abbiamo detto, sappiamo gli effetti collaterali dei circuiti (vedi Mondiali, vedi l'ultima edizione della Amstel). Sappiamo cosa succede se piazziamo Huy o il Gramartboden nel finale (per recuperare un altro elemento a riprova di come si può rendere prevedibile una gara che forse lo sarebbe stata meno, senza quel mostro).
Peraltro respingo fortemente l'etichetta di innovatore folle (so che non sei tu ad attribuirmela). Avrai avuto modo, in passato, di conoscere la mia presa di posizione sul restyling , quello si folle, del percorso della Parigi Tours, che qualcuno ancora oggi riduce a una "semiclassica facile per ruote veloci" (sigh) ma che in realtà era una delle corse più emozionanti e complesse del calendario internazionale "storico" e che aveva bisogno di un intervento rivitalizzante che non si risolvesse nella vandalica incisione inferta a un quadro di altissima dimensione artistica.